RRR Mob: «Se subisci insulti razzisti e non denunci allora sei complice»

Il quartetto di rapper va fiero dell'Italia, il problema però sono i razzisti e chi si fida solo dei cliché
Da sinistra verso destra: Isi Noice, Hichy Bangz, Momoney e Laioung

Da sinistra verso destra: Isi Noice, Hichy Bangz, Momoney e Laioung


La RRR Mob è un quartetto, non d’archi ma di rapper figli di immigrati in Italia. Dal Marocco, dal Senegal, dalla Sierra Leone: da ovunque basti per essere guardati male da queste parti e soprattutto in questi tempi. Eppure non ci sono vittimismi in Nuovo Impero primo disco di Laioung, Hichy Bangz, Momoney e Isi Noice. C’è tanta rabbia repressa ma anche il sentirsi parte non tanto di una nazione ma di una cultura, e di farla conoscere a più persone possibile all’estero. E poi ovviamente c’è tanta trap.

Se vi va, facciamo un po’ di presentazioni. Perché conosco già Laioung ma non gli altri tre del quartetto.
Isi Noice: Io sono nato a Casablanca, in Marocco, e mi sono trasferito a Torino nel 2000. Sono del 1991 e faccio musica seriamente da quando ho 13 anni ma fa parte di me da quando sono nato.

Hichy Bangz: Io sono nato in Marocco nel 1994 e prima dell’Italia ho vissuto in Spagna fino al 2006.

Cioè vuol dire che tu fino al 2006 non hai parlato una parola di italiano?
Hichy Bangz: Proprio così.

Wow, lo parli quasi meglio di me. Complimenti!
Hichy Bangz: Grazie.

E tu?
Momoney: Io sono Momo, nato a Torino con padre senegalese residente in Italia dall’88. Io sono dell’89, mia mamma è mezza calabrese e mezza di Sassari.

E come vi siete conosciuti?
Laioung: Ho conosciuto Isi Noice su Facebook, perché aveva messo “mi piace” in una foto di me e mia nonna dove aveva in mano un melone che era più grande di lei.

Isi Noice: Io ho scoperto Laioung grazie a un suo pezzo del 2012 che si chiama Free Barz. Un pezzo in cui rappa in inglese e a una certa si mette a rappare in italiano. Lì ho pensato: “Oh, aspetta. Che cazzo succede?” Da lì ci siamo connessi, cominciato a parlare di progetti insieme fino a che nel 2014 ci siamo incontrati. Nel frattempo io conoscevo già Momoney, con cui avevo già un progetto, e Hichy, che ho conosciuto perché ci facevamo la stessa ragazza.

Davvero? Frequentavate la stesa ragazza nello stesso periodo?
Hichy Bangz: Sì, e questa oltretutto era fidanzata con un terzo ragazzo. Eravamo in questa comunità penale dove personalmente stavo scontando la misura cautelare per cose che avevo fatto in precedenza. Insomma in questa comunità, che era sia per maschi che per femmine, un giorno ci siamo trovati a parlare: “Oh, ma te la facevi anche tu ‘sta qua? Ah, anche io!”

Tripla R vuol dire Real Recognize Real. Come il pezzo di Waka Flocka Flame?
Laioung: Può darsi, è un motto molto diffuso nella musica. Potrebbe averlo detto anche John Lennon.

Gran parte del disco l’hai prodotta tu, che hai chiamato il tuo solista Ave Cesare: Veni, Vidi, Vici. Questo invece si chiama Nuovo Impero e la copertina richiama anche lei l’antica Roma, cioè un periodo storico solitamente elogiato dai fascisti. Ci avete pensato?
Hichy Bangz: Noi siamo i razzisti negri [scoppia a ridere] Scherzo!

Isi Noice: Nel rap italiano si tende sempre a fare robe ispirate all’America. Noi invece volevamo dare un’idea italiana del nostro rap, restituendo a chi ci ascolta anche da fuori il lusso e lo splendore di una città come Roma, piena di monumenti antichi e storia. Il made in Italy ha sempre spaccato, quindi perché non spingerlo anche nella musica?

Laioung:
E poi è tutto collegato: c’è prima il ritorno di Cesare perché io prima ero in Canada, poi sono tornato e c’è stato Veni, Vidi, Vici perché sono riuscito a uscire dalla povertà e firmare un contratto con Sony, e poi Nuovo Impero perché siamo un movimento di strada che farà parlare di sé, fidati. Ogni fase ha uno step e i prossimi album si chiameranno tutti con nomi simili.

Non hai paura che la RRR Mob possa interferire con la tua carriera personale?
Laioung: No, non credo.

Isi Noice: No, anche perché npoi puntiamo al mercato internazionale. Ognuno di noi ha una precisa direzione sui territori da coprire in futuro, capito? Detta così può sembrare presa da una partita di Risiko.

Però se puntate all’internazionale dovreste mettere molta più lingua straniera nei testi, che occupa ancora una minima parte.
Isi Noice: No, invece no. Abbiamo già fatto collaborazioni in Marocco, in America, ecc. Ti dirò di più, ho fatto una strofa in italiano in un pezzo in Marocco che ha fatto 6 milioni di visualizzazioni: quindi ora sono più famoso in Marocco che qua. Conta che lì si ascoltano anche Jovanotti, quindi la lingua non è un ostacolo.

Ci si stancherà mai della trap secondo voi?
Laioung: Secondo me non ci sono gli elementi per parlare di trap in Italia. La gente parla tanto di quella di Chicago ma si è originata ad Atlanta e qui non si è ancora capito che è un genere in evoluzione.

Immagino che gli insulti razziali siano all’ordine del giorno per voi ragazzi.
Laioung: Quand’era l’ultima volta che ti ha fermato la polizia?

Isi Noice: Ah, guarda, scorsa settimana. Stavamo andando a fare un’intervista, c’era un concerto lì vicino e il poliziotto pensava stessimo andando a fare un attentato pieni di bombe nelle borse.
Anche in stazione Centrale. È pieno di gente di tutti i tipi, ma vengono sempre a cagare il cazzo al nordafricano.

Mi ricorda l’episodio che è successo di recente a Torino.
Hichy Bangz: Quello del ragazzo marocchino con la bici nuova che gira con lo scontrino perché lo fermano sempre? Assurdo, l’ho sentito anche io.

Isi Noice: Ma Torino è così. Una volta al mio amico Amadou l’hanno appeso al muro per il collo dicendogli di sputare droga che non aveva. Amadou è la persona più buona e innocente che ci sia, fa il cameriere. E queste sono solo le Forze dell’Ordine, figurati i cittadini. C’è molta ignoranza. Sono consapevole del fatto che ci siano tanti nordafricani che spacciano, ma non è una regola che vale per tutti! Se no ogni italiano sarebbe pizza, mandolino, mafia e pasta!

Cosa succede secondo voi se gli italiani votano Salvini?
Momoney: Salvini è solo la punta dell’iceberg. Il problema sono gli eserciti di ragazzini che guardano la TV sbagliata. Ho guardato il telegiornale e volevo vomitare. Poi non c’è da stupirsi se cominciano a 6 anni a chiamarti “mozzarella bruciata” a scuola. E gli artisti che sono passati per questo, che hanno subito insulti razzisti ma non li hanno denunciati e non ne parlano, beh, quello è essere complici del male.

Isi Noice: Noi abbiamo la coscienza pulita e non ci piace fare le vittime. Se mi chiami “Negro di merda!” ti mando a fare in culo.