Ibeyi: «Viviamo all’unisono, anche a distanza»

Naomi e Lisa-Kaindé Dìaz, in arte Ibeyi (che vuol dire "gemelle), fanno miracoli. Lo aveva scoperto anche Prince

Le Ibeyi, foto di David Uzochukwu


Naomi e Lisa-Kaindé Díaz, come molte gemelle, parlano quasi all’unisono, completando le rispettive frasi come se fossero telepatiche. Forse qualcosa di soprannaturale c’è – d’altra parte la religione yoruba, versione dell’Africa occidentale della santeria cubana, è il cuore della loro produzione –, ma è soprattutto il loro vissuto a legarle così tanto.

Figlie del leggendario percussionista dei Buena Vista Social Club Angà Díaz, sono cresciute a Parigi, in una famiglia molto unita, segnata dalla tragedia: il padre è morto all’improvviso quando avevano 11 anni, la sorella maggiore Yanira 7 anni dopo.

Hanno iniziato a fare musica per superare il lutto, sotto il nome di Ibeyi (“gemelle”, che è anche il titolo del loro primo album del 2015, nda), intrecciando la tradizione degli antenati con l’hip hop e l’elettronica di Richard Russell, fondatore della XL Records. Con Ash, uscito il 29 settembre, sono letteralmente risorte dalle loro ceneri, lasciandosi alle spalle l’enorme dolore provato finora.

Sono stati due anni intensi. Qual è la cosa più emozionante che vi è capitata?
Lisa-Kaindé: Forse l’incontro con Prince, che è venuto a un nostro concerto qualche mese prima della sua scomparsa.

Naomi: Un’emozione fortissima, ma non bisogna dimenticare che anche lui era un essere umano come tutti gli altri: ballava, cantava e si divertiva insieme al resto del pubblico.

Tra i vostri fan illustri c’è Beyoncé, che vi ha volute per il film dell’album Lemonade.
Naomi: Abbiamo scoperto che ci conosceva qualche mese prima, quando ha postato su Instagram un video in cui ascoltava la nostra River. Anche lei si è rivelata una persona genuina, l’abbiamo apprezzata molto.

Lisa-Kaindé: Forse il nostro incontro era destino, visto che oggi anche lei ha due gemelli!

Questo è un album meno malinconico del precedente, Ibeyi, siete d’accordo?
Lisa-Kaindé: Questione di energia: volevamo abbracciare la gente, sprigionare speranza, donare gioia attraverso le melodie, i testi e le ritmiche, che sono molto più hip hop.

Ash, oltre al titolo dell’album, è anche la prima canzone a cui avete lavorato, registrata il giorno in cui Trump ha vinto le elezioni…
Lisa-Kaindé: Due giorni prima, in realtà. Tutti cominciavamo a sospettare che avesse qualche chance di vincere, ma non ci volevamo credere.

Naomi: Potrebbe essere anche riferita alle elezioni francesi: nell’aria c’era il timore che Marine Le Pen potesse vincere.

Lisa-Kaindé: È un momento drammatico per il pianeta, ma paradossalmente questo lo rende florido per gli artisti, perché c’è parecchio da dire. L’aria è elettrica, carica di possibilità.

Le Ibeyi, foto di David Uzochukwu

In uno dei brani, No Man Is Big Enough for My Arms, avete campionato un discorso di Michelle Obama. Lo definireste un album politico?
naomi Più che politico, ha un messaggio sociale.
Lisa-Kaindé: Esatto. Oggi essere una donna e parlare alle donne è considerato un atto politico: la nostra società ha ancora molta strada da fare. Il primo album era molto personale e intimo, serviva per presentarci. Con questo, invece, vogliamo trasmettere le nostre idee, la nostra visione del mondo.

Ibeyi era anche una professione di fede: molte canzoni erano consacrate agli dèi Orishas.

Naomi: Anche in Ash è così: lo sono la stessa title track, Away Away e Valé.

Lisa-Kaindé: Gli dèi sono parte di noi da sempre: se sentiamo di avere bisogno della loro benedizione per un brano, inseriamo i canti tradizionali dedicati a loro nel testo e nella melodia.

A proposito di Valé, è una ninna nanna per la figlia di vostra sorella.
Lisa-Kaindé: Negli ultimi tempi l’abbiamo vista poco, essendo sempre in giro: volevamo sentirla vicina, perciò le abbiamo scritto una canzone.
naomi Oggi ha cinque anni, quando Yanira è morta ne aveva a malapena uno. È una bambina molto amata da tutti noi, ed è proprio questo che le diciamo nel testo.

In Me voy, per la prima volta, cantate in spagnolo, la vostra lingua madre; finora però non avete mai provato a cantare in francese, quella con cui siete cresciute. Come mai?
Lisa-Kaindé: Ho scritto tante canzoni in francese, ma non suonano ancora nel modo giusto. Ma non disperiamo! Anche con lo spagnolo era la stessa cosa, e ora sentiamo di avercela fatta.

Naomi: Non a caso è l’unica vera canzone d’amore dell’album, esprime grande sensualità.

Lisa, hai dedicato una traccia a tua sorella, I Wanna Be Like You. Cosa ami di lei?

Lisa-Kaindé: È selvaggia, libera, sente le cose prima che accadano.

Naomi: A me, invece, piacerebbe essere come lei: siamo opposte e complementari.

Lisa-Kaindé: Ci apprezziamo ancora di più adesso che siamo lontane: Naomi è rimasta a Parigi, io sto a Londra. La gente pensa che viviamo in simbiosi, ma in realtà è così solo quando facciamo musica.

Naomi: In quel caso cantiamo, ridiamo, piangiamo, e balliamo in perfetta armonia.

Lisa-Kaindé: E il pubblico con noi.