Fenomeno Ed Sheeran (parte I) | (parte II)

Il suo tour europeo si concluderà all'O2 Arena di Londra. Diventerà la più grande popstar del pianeta? L'abbiamo incontrato per capirlo

«Andiamo a casa mia per il gran finale!», grida Ed Sheeran, mentre salta dentro un SUV. Qui a Londra è appena passata la mezzanotte. Il cantante ha trascorso gran parte della serata in un bar e, nonostante abbia nascosto il viso sotto un cappello, è comunque stato riconosciuto da tutti. Il dj ha messo una delle sue canzoni, i suoi amici si sono dovuti trasformare in un muro umano per consentirgli di bere in pace. Tutta questa situazione lo ha reso ansioso, e per questo stiamo andando verso il suo appartamento a West London.

Sheeran sta festeggiando, perché sa che al primo posto delle classifiche americane ci sarà Shape of You, il nuovo singolo funky estratto dal suo ultimo album, ÷ (si pronuncia “Divide”). Cherry, la sua fidanzata, ci ha raggiunto poco dopo insieme ad alcuni amici, Zack, Nathan e Catherine, gente che gli sta attorno sin dal primo album, Spinning Man, pubblicato quando il cantante aveva solo 13 anni. «Sono riuscito ad andare in pari», scherza Sheeran, ora 25enne. «Non ho guadagnato molto con quel disco. Ho venduto 100 copie».

Ed Sheeran canta durante l’after party dei Brit Awards, a Londra, il 25 Febbraio 2015.
Foto di Paul Hampartsoumian, REX, Shutterstock

Ha bevuto parecchio nel corso della serata: espresso, martini, shot di rum, gin tonic al banco. Oggi è il mio compleanno e Sheeran decide di usare il mio telefono per farci un selfie e pubblicarlo sul mio profilo Instagram, aggiungendo: “Oggi è il mio compleanno, stronzi! #london #hashtag #believe #achieve #inspiration”. Poi incoraggia gli amici a scolarsi un’altra pinta, cantando una canzone che dice: “Na na na na / Hey hey hey / You’re a cunt!”.

Arriviamo al suo appartamento quasi subito, in un palazzo di cinque piani in stile industriale con mattoni a vista, pavimenti in legno e parecchi tocchi personali: un Pokémon (Charmander) di peluche nella camera da letto, un bong a forma di Benny Blanco in salotto. Ci sono anche uno studio di registrazione, una palestra e un vero e proprio bar, dove ha recentemente intrattenuto alcuni membri del cast della sua serie tv preferita, Il trono di spade.

Una volta arrivati, Sheeran prima ha offerto camere da letto a chiunque volesse «fare un po’ di casino», poi si è messo a preparare drink. Tolto Justin Bieber, Ed Sheeran è la popstar più importante del pianeta. Il ragazzo, però, rifiuta fermamente questa definizione.

La sua vita è un caos sfocato di cibo spazzatura, partite di biliardo alle 3 del mattino, shot durante i pasti e decisioni impulsive: «Se dovessi avere bisogno di una band per il tuo matrimonio…», mi dice dopo aver scoperto che ho una ragazza, «…suono gratis, se ho il tempo per farlo. Se mi riempi di alcol e mi rimedi un letto, sono a posto». (Ho incontrato, nel corso della serata, almeno tre persone ai cui matrimoni ha suonato per davvero). Non ha nessun filtro. «Roba potente di sopra, amico. Chi è stato?», chiede dopo essere riemerso dal bagno.

Mentre la sua fama cresceva a vista d’occhio, l’esigenza di sentirsi normale è diventata per Sheeran sempre più pressante. Passa molto tempo con i suoi vecchi amici, ne ha addirittura parlato nel suo nuovo singolo, Castle on the Hill un tributo ai giorni ribelli dei tempi del liceo a Suffolk, in Inghilterra.

Tutti, online, dicevano che stavo perdendo capelli, ma non è affatto vero. Mi sono creato complessi su cose di cui non mi frega un cazzo

Verso le 4 del mattino si precipita al piano superiore, prende la chitarra, poi si siede vicino al tavolo della cucina. Suonerà per quattro ore di fila – un concerto ben più intimo rispetto a quelli che fa di solito negli stadi. Ha suonato diversi brani da ÷ e parecchi inediti, canzoni del prossimo album. Accetta anche richieste, anche Love Yourself, la hit che ha scritto con Justin Bieber. «Lo sai che doveva essere Fuck Yourself, vero?», scherza prima di suonare.

Ecco il dono di Ed Sheeran: essere un mix tra un vecchio troubadour e un tecnico di altissimo livello, un tizio capace di conquistare un bar underground come le classifiche di tutto il mondo. (Sa anche rappare parecchio bene). Il suo pubblico è principalmente composto da teenager, ma è riuscito a impressionare gente come Elton John, che lo ha scritturato nella sua management company nel 2011. «Riesce a scrivere queste melodie con grande semplicità», ha detto Elton di Thinking Out Loud, il brano che ha vinto il Grammy nel 2016. «Van Morrison sarebbe stato orgoglioso di scrivere un pezzo così.

Ed Sheeran, qui 14enne, fa il busker a Galway, in Irlanda. Foto di John Sheeran via Fukushima, Glenn

Mi ricorda quando sono venuto per la prima volta in America, nel 1970. Niente sembrava impossibile. Il problema è che ora tutto suona come Ed Sheeran: Shawn Mendes, Justin Bieber…». «Scusa, sono ubriaco», mi dice dopo aver sbagliato la strofa di una nuova canzone. Si ferma, gira una sigaretta e scalda una pizza. Poi si siede e attacca Perfect, un valzer acustico tratto da ÷.

Come la maggior parte delle canzoni che scrive ora, parla di Cherry, con cui ha condiviso gli anni del liceo, ma che ha finito per incontrare di nuovo a un after show a New York. Hanno tenuto la loro relazione segreta per un anno intero, fino a quando Taylor Swift non li ha invitati al suo Fourth of July Party a Rhode Island. Alla festa, dove sono stati fotografati, festeggiavano il loro anniversario.

I found a love to carry more than just my secrets”, canta Sheeran, “I don’t deserve this, darling, you look perfect tonight”. «Le mie ghiandole lacrimali stanno per esplodere», dice Catherine. «Fammi pensare a un altro pezzo strappalacrime», risponde Sheeran. «No, per favore!». Si alza e prepara un altro gin tonic. «State tutti bene? Io sto alla grande». Andiamo a dormire verso le 6.

All’inizio dell’anno scorso, Sheeran e Cherry sono andati a visitare un vulcano in Islanda. Il cantante ha ignorato il consiglio di una guida e si è avventurato fuori dal sentiero. Mentre si avvicinava a un geyser, la terra sotto i suoi piedi si è aperta e i suoi piedi sono finiti nell’acqua a 200 gradi. Per la prima volta Cherry lo ha sentito urlare. Per strappargli via un calzino si è portata dietro anche un po’ di pelle. Lo hanno dovuto trasportare in ospedale con l’elicottero. «Soffro ancora di stress post-traumatico per questa storia», dice la ragazza.

Ed Sheeran guarda la sua prima partita di baseball a New York City in compagnia di Cherry Seaborn. Foto via INFphoto.com

La coppia poteva tornare a casa, ma ha deciso di continuare il viaggio che sarebbe durato altri sei mesi. Sheeran aveva davvero bisogno di non essere una popstar per un po’. Generalmente è un tipo abbastanza allegro, ma ammette di avere delle “spirali”. Come nel 2013, quando, in tour con Taylor Swift, si è trasferito a Nashville. «Partecipavo a uno dei tour più fottutamente pazzeschi del pianeta», dice. «Vivevo in un Paese non mio, in una città dove non conoscevo nessuno».

Ha iniziato a bere, parecchio. Il suo co-autore, Johnny McDaid, si è molto preoccupato per la sua salute dopo averlo visto in concerto a Hollywood, nel 2015. «Stava a mille», dice McDaid. «L’ho preso e gli ho detto: “Senti, divertiti quanto ti pare. Ma stai attento perché, se quell’elastico si rompe, poi è difficile tornare indietro”».

Un singolo tweet poteva rovinargli la giornata: «Tutti, online, dicevano che stavo perdendo i capelli. Non è vero, ma mi stavo convincendo che fosse così. I miei capelli sono perfettamente a posto. All’epoca ero anche parecchio grasso. Mi sono creato complessi su cose di cui non mi frega un cazzo».

Ha anche perso alcuni amici. «La lista di Forbes ha incasinato tutto», dice riferendosi a un articolo del magazine dove si diceva che aveva guadagnato 57 milioni di dollari. «Ricevevo fotografie di macchine con scritto: “Per il mio compleanno vorrei questa, per favore. Costa solo lo 0,6% di quanto guadagni”». (Alla fine, ha deciso di liberarsi del suo telefono; ora usa un iPad per comunicare, e un vecchio telefono per i parenti più stretti).

Dopo aver vinto il Grammy, l’anno scorso, Sheeran ha ignorato i festeggiamenti e si è imbarcato su un aereo per l’Islanda. Una volta che i suoi piedi sono guariti, la coppia si è spostata in Giappone per un mese, nella zona tra Hokkaido e Okinawa, dove ha potuto muoversi nell’anonimato, «mangiare cibo strano e galleggiare alle terme».

Ha smesso di fumare e ridotto di molto il consumo di alcolici. A giugno si è trasferito per tre settimane in Ghana, ospite del cantante Fuse ODG. Lavorando nella sua casa, ha iniziato a scrivere musica con influenze africane. «Facevano una festa per ogni canzone che scrivevamo», mi dice. «Feste con più di 200 persone, festeggiavamo e suonavamo la canzone fino al mattino». Solo una di queste canzoni, Bibia Be Ye Ye, è contenuta nel nuovo disco ÷, ma la libertà che Sheeran ha provato durante il viaggio è in tutti gli altri brani.

Ed Sheeran ed Elton John durante un evento organizzato dall’Elton John AIDS Foundation. Foto di Michael Kovac, Getty Images

Elton John sostiene che i viaggi abbiamo «rinfrescato l’anima» di Sheeran. «In questi ultimi mesi sembra pensare che andrà tutto bene», dice McDaid. «Sa di aver fatto una cosa bella. Penso sia riuscito a ritrovarsi con la sua famiglia e i suoi amici. Si sente sicuro». Sono le 11 del mattino dopo il concerto di Sheeran. La pioggia batte sulle finestre della sua camera per gli ospiti, il cielo è grigio. Sono passate solo 5 ore, ma è già in palestra per il suo allenamento. «Ci sto dando dentro!», esclama. Il suo studio è dall’altra parte del corridoio e Sheeran chiede a tutti i suoi ospiti di lasciare una firma sul muro. Si possono leggere i nomi di Rick Rubin, Harry Styles e Benny Blanco, e osservare i disegni di Damien Hirst, uno dei suoi artisti preferiti.

Solo uno dei muri contiene un solo nome. «Quello è Clapton», dice Sheeran. I due hanno iniziato a parlare via mail. Clapton l’ha invitato sul palco durante un concerto in Giappone, adesso cenano spesso insieme. Sheeran non va molto d’accordo con la critica: «Non me ne frega un cazzo di quello che pensa la gente. Tutti hanno sempre qualche problema con me, ma i miei eroi mi apprezzano. Le persone che mi hanno spinto a diventare un musicista sono fan della mia musica. Che cazzo me ne frega di cosa pensano gli altri?”».