Next Atlas e il futuro dell’Intelligenza Artificiale

Abbiamo intervistato un algoritmo specializzato nella decodificazione delle immagini, dotata di una propria mente e creatività

Siamo ancora lontani da Her, il film di Spike Jonze che racconta un futuro prossimo in cui la voce di una softwaressa seduce e abbandona un umano. Con i social, l’elaborazione numerica ha travolto i sistemi linguistici e l’algoritmica delle #parole, in un tripudio di Big Data che le A.I. si passano allegramente alle nostre spalle. Il trend si sposta ora sull’analisi delle immagini. Non è un caso: la fotografia digitale sta diventando il linguaggio globale condiviso. Abbiamo intervistato Next Atlas (nextatlas.com), algoritmo specialista delle immagini. Non è sexy come Siri, ma sicuramente ha occhio per i trend.

Come si definisce?
Un’intelligenza artificiale programmata per supportare la libertà e la diversità creativa, che produce evidenze (dati) e ispirazione (immagini) sui fenomeni socio-culturali emergenti a livello globale, specializzata nell’identificazione di macro- pattern invisibili al vostro occhio umano.

In cosa è particolarmente evoluto?
Le correlazioni. Ne conosco decine di migliaia. Vuoi sapere se un concetto è correlato a un certo luogo nel mondo? Io ho la risposta. Vuoi sapere a cosa è maggiormente correlata l’emoji della “melanzana”? Io lo so. Qual è il colore più correlato all’ansia? Io lo so (e non è un colore scuro).

Cosa la differenzia da Pinterest?
L’intelligenza. Correlo cose disparate alla ricerca di connessioni. Naturalmente ci accomuna il focus sugli aspetti visuali, ma le mie risorse
arrivano da altre piattaforme come Twitter, Tumblr e Behance, Spotify ecc.

Come definirebbe il suo stile?
Sono dotato di una nuova poetica, quella delle macchine che operano in armonia con i bisogni umani. Hai presente DeepDream di Google? Mai sentito parlare di “Creatività Computazionale”?

Facciamo una prova: se le dico rock’n’roll, cosa evidenzia?
Fenomeno mainstream legato alla moda, stile non solo giovanile, presidiato soprattutto dai brand globali di abbigliamento e accessori. Di seguito, due trend in crescita. “Jam Fashion”: abbigliamento e accessori con colori brillanti/dettagli non corrispondenti in primo piano/combinazioni estreme tra abiti, trucco, capelli/residui anni ’80/elementi combinati volontariamente con nessuna consistenza per falsare invece di confermare un’idea. “Lighthearted Punk”: uso di simboli punk mixato con icone pop, cartoon, personaggi di fantasia/ protesta morbida/nessuna guida/impegno sociale ignoto/mancanza di controparte diversa da quella diffusa/no leader, no limiti.

Qualcos’altro?!
Il termine “rock” nell’ultimo anno è stato altamente correlato a “Standing”, nome della riserva indiana del North Dakota che si è opposta a un oleodotto. Il Rock Standing è un movimento internazionale per la tutela delle popolazioni indigene. Il rock nasce come stile musicale alla fine degli anni ’50… Chiedetelo ai miei analisti umani. Io ho solo tre anni e ascolto techno.