iPhone X? Forse è meglio la TV

Ok gli smartphone, ok gli smartwatch... ma forse il pezzo migliore della presentazione Apple è la cara vecchia televisione

E così è arrivata l’annuale presentazione dei nuovi prodotti Apple. Chi si aspettava rivoluzioni, è soddisfatto per metà. Del resto, chi criticava la casa americana per un tasso d’innovazione rallentato, rispetto agli antichi fasti, è stato in parte zittito. In parte, eh. Star of the show è iPhone 8 (display a 4,7”), disponibile anche nella versione Plus (5,5”). Inutile girarci intorno: è un iPhone 7 pompato, nella stessa misura in cui iPhone 7 era una versione pompata del 6 (che invece rivoluzionava di molto il predecessore).

Le dimensioni sono le stesse del precedente modello, anche se l’alluminio è ora di tipo “aerospaziale” e il vetro rinforzato. Il meglio sta nel ripieno: qui batte forte la potenza del processore A11 Bionic, che vanta ben sei core (quattro ad alta efficienza e due ad alte prestazioni) e la bellezza di 4,3 miliardi transistor. Apple traduce questa manna tecnologica in qualche decina di punti percentuali di prestazioni in più (attorno al 25%), ma come da tradizione non rilascia né specifiche tecniche approfondite, né test veri e propri per verificarlo da sé. Serve un po’ di fede, insomma, di cui i fan di Apple abbondano. Bene così.

Il display è migliorato, e ora il Retina HD include la tecnologia True Tone, che bilancia il bianco automaticamente, per esprimere al meglio la gamma cromatica. Il processore grafico, cioè la GPU, ha tre core e, ancora una volta, la potenza maggiorata è un atto di fedeltà: Apple dice 30% in più, avremo modo di verificarlo. Ovviamente non sto castrando l’entusiasmo: iPhone 8 è un signor smartphone, che migliora anche le fotocamere (sensori più ampi e veloci), ma sono proprio queste ultime a dimostrare che non siamo di fronte a chissà quale salto quantico. La tanto strombazzata modalità Ritratto, che vorrebbe farti foto in primo piano “da studio”, è un orpello ottenuto con filtri software. Né più né meno di ciò che trovi in centinaia di app fotografiche, per altri iPhone, modelli Android o perfino Windows Phone. L’innovazione di Apple, insomma, è quasi tutta nel software, e questa volta non è nemmeno tanto innovativa. iPhone 8 è un inno alla potenza spregiudicata che accontenta i tanti fan ma tecnologicamente non ha guizzi come era lecito attendersi. Anche perché, con un prezzo che parte da 839 euro, dovrà confrontarsi con una concorrenza dai prezzi sempre più abbordabili.

Il guizzo, invece, arriva da iPhone X, modello creato per il decimo anniversario dal lancio dello smartphone Apple. È un modello “senza bordi”, molto bello, con un nuovo display Super Retina da 5,8” che segue anche le parti stondate della superficie. Dietro c’è una tecnologia OLED sopraffina, con un contrasto da un milione a uno e una luminosità accecante. La sicurezza è demandata a Face ID, tecnologia di riconoscimento del volto che individua oltre trentamila punti per distinguere il legittimo possessore dello smartphone. Opulento, anche se scommetto che molti preferiranno il classico PIN a 4 cifre. Le fotocamere sono mutuate da quelle innestate su iPhone 8, con sensore a 12 megapixel e stabilizzatore ottico. E ovviamente anche il processore è lo stesso. Il tutto al modico prezzo di 1189 euro. O meglio, a partire da 1189 euro.

I fuochi d’artificio, in realtà, sono arrivati da dove meno ce lo aspettavamo. Per esempio, dalla terza serie di smartwatch Apple. Apple Watch Series 3 vira deciso verso il fitness, con l’app Battito Cardiaco migliorata e più sensibile, e un Activity Tracker che è bravissimo nel registrare tutto ciò che fai nel corso della giornata. Ancora una volta, però, l’impressione è che si tratti di novità prettamente software, e che poco sia stato fatto per migliorare l’hardware. O il prezzo, che parte da 379 euro. Aspetta, però: c’è pure la funzione LTE (ottenuta tramite una SIM virtuale, quindi niente schedine da inserire), che di fatto, da oggi, permette all’Apple Watch anche di telefonare senza bisogno di connettersi all’iPhone.

Alla fin della fiera, il pezzo migliore è forse Apple TV 4K, l’incompreso scatolotto per la TV a cui Apple ha rifatto il trucco per proporre film in qualità 4K, con tanto di filtro HDR pronto a esaltare le tonalità cromatiche. Il prezzo parte da 199 euro per il modello da 32 GB (che basta e avanza, tutto sommato…) e arriva a 219 euro per quello da 64 GB (… però per venti euro in più hai il doppio della memoria). Abbordabile e utile, in attesa del servizio di film streaming con cui Apple andrà a fare concorrenza a Netflix (e arriva, eccome se arriva).

Ok, che l’evento Apple avesse perso un po’ di smalto nelle edizioni post-Jobs era evidente, quindi diciamo che l’aspettativa era tiepida. Tutto sommato, la casa di Cupertino ha presentato ciò che farà felice il suo mercato di riferimento, e tanto ci basta. Il dubbio è che i nuovi prodotti abbiano un vero appeal nei confronti di altri bacini di utenza, a cui le alternative, anche di qualità paragonabile, non mancano.