Milano racconta i suoni del mondo con Seismographic Sounds

Dal 26 novembre al 23 dicembre, il BASE di Milano ospiterà l'esposizione, che si prefigge lo scopo di divulgare la musica e i suoni di 50 Paesi del mondo

«Seismographic Sounds – Visioni di un nuovo mondo è principalmente tre cose: una mostra, un libro e anche una domanda su come si può parlare di musica oggi» ci ha raccontato Thomas Burkhalter di Norient. L’associazione che ha dato vita all’esposizione itineranti su suoni e culture di 50 paesi del mondo ha scelto il BASE di via Bergognone 34 a Milano, dove rimarrà dal 26 novembre al 23 dicembre con installazioni audiovisive, podcast, fotografie, poster e discussioni virtuali.

Uno di questi spezzoni di podcast è embeddato qui sotto, fra le utili risposte che ci ha dato Thomas a proposito della mostra, che inaugurerà venerdì 25 alle 19 (ingresso gratuito).

Che cos’è Seismographic Sounds?
È principalmente tre cose: una mostra, un libro e anche una domanda su come si può parlare di musica oggi. Oggi viene prodotta e diffusa una quantità di musica più che in ogni altro momento e sempre di più le nuove tendenze arrivano da Africa, Asia e America Latina piuttosto che da Europa e Stati Uniti. Con Seismographic Sounds noi cerchiamo di mostrare queste nuove voci e quello che esprimono nella loro musica, qual è la loro visione politica e come vedono il mondo.

Com’è nata la mostra?
Seismographic Sounds è un progetto di collaborazione tra 200 persone da 50 paesi. Noi di Norient siamo di Berna, ma non vogliamo dire dalla Svizzera come funziona il mondo oggi. Così per collezionare, organizzare ed interpretare quella musica abbiamo coinvolto musicisti, blogger, giornalisti e ricercatori da tutto il mondo. Per questo il progetto è itinerante e deve viaggiare in posti diversi per raggiungere un pubblico eterogeneo: siamo stati per esempio al CTM Festival di Berlino e in altre quattro città e ora arriviamo a Milano. Abbiamo organizzato il lancio del libro con dibattiti ed eventi live a Londra, Johannesburg, il Cairo, Milano e in altre città del mondo.

Pensi che la scena musicale rifletta la stessa spaccatura tra opposti culturali come intellettuale/commerciale o mainstream/underground come nella scena politica?
Penso che ci siano molti cambiamenti in atto in questo momento. Se guardi anche nelle nicchie culturali, ci sono posizioni che sono esattamente a metà tra intellettuale e commerciale, mainstream e underground. Nel nostro libro e nella mostra puoi trovare artisti che sperimentano le culture mainstream in modi molto sovversivi. Definiscono in modo nuovo i ruoli di genere, si prendono gioco della nostra visione esotica dell’Africa. Fanno musica underground mentre vengono pagati da grandi marchi. Le cose stanno cambiando su molti livelli.

Che idea ti sei fatto della scena underground di Milano?
Anni fa mi sono connesso a Simone Bertuzzi di Palmwine per discutere di musica e globalizzazione. Poi nel 2015 sono stato invitato a parlare del nostro lavoro di Norient al festival Mash di S/V/N/ e ho percepito Milano come un luogo di appassionati di musica in una città non facile per organizzare eventi underground, ma che aveva deciso di fare un festival underground. Mi è piaciuto molto questo Festival di S /V/N / e siamo rimasti in contatto da allora. Alcuni di loro sono venuti al Norient Musikfilm Festival e abbiamo fatto insieme il lancio del libro a maggio 2016 in SSC e ora stiamo collaborando con loro all’inaugurazione della mostra e a vari eventi collaterali della mostra. Il 9 dicembre inoltre saremo con il collettivo di Madam che si muove tra Milano, Zurigo e Amsterdam e altri collettivi underground nel progetto di R.A.M.E.N una maratona audio visiva che si terrà a Base nello spazio della mostra. Con tutte queste realtà abbiamo creato una playlist che sarà on line da domani.
Stiamo lavorando con Manuela Barone, cultural producer, che ha portato la mostra in Italia e che collabora con noi anche all‘ottava edizione del Norient Musikfilm Festival ( dal 12.1al 15.1.2017 Berna, Losanna, St.Gallen )e così abbiamo creato una sorta di piccola base di Norient a Milano. In generale, questa esperienza fra la musica underground di un lato e dell‘altro delle Alpi è davvero stimolante.

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