Venezia Segreta (seconda parte) | prima parte

Le storie che nessuno vi ha mai raccontato dalla Mostra del Cinema
venezia clooney canalis mostra cinema

I Misteri di Venezia. Come, per esempio, tanto per aprire la diga sul fiume dei ricordi, quello del blocco intestinale che costrinse Liam Neeson a ricoverarsi all’ospedale di Padova per rimuovere il fecaloma che lo ostruiva (risparmio i dettagli, il termine è chiaro di per sé), mettendone a rischio la vita, e poi riuscì – appena due giorni dopo – a salire sul palco e ricevere la Coppa Volpi per Michael Collins.

Era il 1996, pellaccia d’un irlandese. Viaggio random nella memoria… e ci trovo subito George Clooney e Catherine Zeta-Jones: serpeggiava un odio mortale tra i due, accoppiati dai fratelli Coen per Prima ti sposo e poi ti rovino. La loro intervista è fissata nel gigantesco salone degli specchi dell’Hotel Excelsior. Quel posto lo conoscono tutti anche senza saperlo: è il ristorante che De Niro affitta solo per lui e per Elizabeth McGovern in C’era una volta in America. Lo stupro che segue è stato girato sulla spiaggia del Lido, subito prima dell’inizio della Mostra del 1983, con la folla pre-festivaliera che si accalcava sul set senza credere ai propri occhi. La migliore pubblicità per un film in lavorazione, grandissimo Sergio Leone. Ma dicevo della coppia composta da Clooney e Zeta-Jones. Bene, i due sono seduti molto lontani l’uno dall’altra, nascosti da un separé. Comincio con lei, seducente, truccatissima, e soprattutto profumatissima. Impossibile non chiederle di che essenza si tratti, e lei parla della sua nuova eau de toilette più a lungo che del film. Vado da Clooney e lui sta mangiando davanti alla telecamera un piatto di spaghetti al granchio. Mi siedo e subito chiede: «Hai sentito quanto puzza questa zocc… (omissis, nda)? È diventata testimonial di questo profumo e non parla d’altro». Imbattibile!

Madonna in versione regista – mancata – minaccia di lasciare Venezia, se soltanto uno dei presenti la riprenderà senza permesso. Insopportabile.


E a proposito di Clooney, altro episodio ma più avventuroso, del 2009. È il giorno in cui è atteso a Venezia per la sua prima volta in pubblico con Elisabetta Canalis. Impazziamo per scoprire dove arriverà: tutti tacciono, e il solo posto plausibile, il minuscolo aeroporto del Lido, sembra out, perché quello stesso pomeriggio è previsto lo sbarco in forze di Hugo Chavez, presidente del Venezuela, invitato da Oliver Stone per assistere alla prima del documentario a lui dedicato dal regista di Platoon. Chavez atterra, esce dall’aeroporto in un corteo di van dai vetri oscurati e sembra finita lì. A un certo punto l’assistente di Clooney fa capolino dall’interno dell’aeroporto, dove il sottoscritto non può entrare. I colleghi delle tv ormai sono andati via tutti, ma quella “visione” conferma che George è in arrivo, subito dopo Chavez (è dai tempi di Mussolini che le piste del Nicelli non assistevano a una tale parata di celebrità). Il mio cameraman, invece, era già entrato, travestito da barman del caffè aeroportuale. Mezz’ora e George atterra insieme a Elisabetta. Ce li abbiamo solo noi. Nello stesso momento, a 900 metri in linea d’aria, Chavez sul red carpet grida “Viva l’Italia”, esattamente come fece in quel punto Winston Churchill nel 1947 (qualcuno deve averglielo suggerito, immagino), e i nostri operatori riescono a riprendere anche lui. Piccola cronaca di due scoop.

Ma non quanto il colpo realizzato “ai danni” di Madonna, al Lido per il suo secondo film da regista W.E. (sottotitolo Edward e Wallis, sui duchi di Windsor, nda). Indispettita dai telefonini che la riprendono quando entra in conferenza stampa, la regista – mancata – minaccia di lasciare Venezia, se soltanto uno dei presenti la riprenderà senza permesso. Insopportabile. Al mattino dopo, quando deve prepararsi per gli incontri con la stampa internazionale, riesco a mettere le mani su un filmato girato in automatico dalla telecamera fissa puntata nel salottino del trucco, dove tutte le star vanno a sistemarsi. Madonna arriva appena sveglia, alle 7 del mattino, e da quel momento abbiamo tutte le immagini di lei che dà ordini a truccatori e parrucchieri, per trasformarsi da una ultracinquantenne con le cispe agli occhi nella Madonna che conosciamo. Straordinario ed esilarante: “tira qua, no più in là, il sopracciglio destro cazzo!” e via dicendo… Nessuno doveva riprenderti, vero? Benissimo!
Ci abbiamo aperto tutti i servizi da Venezia, da quel giorno in poi, tipo tormentone estivo. Granite e granate, insomma.