‘Olé Olé Olé’: i Rolling Stones in America Latina

Il primo trailer del film che racconta l'evento epocale dei Rolling Stones a Cuba mostra l'esplosione del rock 'n roll dove un tempo era vietato, in paesi in cui "Jumpin' Jack Falsh" e "(I Can’t Get No) Satisfaction" sono «come religione»

Molto più di un film concerto, ma la possibilità unica di vedere il mondo dalla prospettiva Stones, perché «nessun altro può vedere il mondo come noi», recita la voce di Keith Richards nelle prime immagini diffuse di Olé Olé Olé, il film in arrivo nei cinema italiani che racconta l’ennesima impresa epocale di una delle band più iconiche della storia.

Un road movie che, portandoci in tour insieme alla band attraverso dieci stati dell’America Latina, celebra il potere rivoluzionario dei Rolling Stones, dagli esordi fino ai giorni nostri. Nel trailer si vede infatti come il celebre “ladies and gentelmen, The Rolling Stones!” in quei paesi – e in particolar modo a Cuba – significhi molto di più dell’arrivo di Keith Richards con in braccio la sua Telecaster, pronto a far partire Jumpin Jack Flash: «In molti di questi paesi il rock è stato proibito», esclama Ronnie Wood, «Se ascoltavi quella musica potevi essere arrestato» aggiunge la voce di uno degli spettatori del concerto a L’Avana, un evento di una portata storica tale che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

(I Can’t Get No) Satisfaction, It’s Only Rock ’n Roll, Honky Tonk Women, Sympathy for the Devil, Paint It Black, Miss You, sono solo alcuni dei brani immortali portati in scena da Mick Jagger e soci, e che in Sudamerica «sono come una religione». Un film imperdibile, nelle sale dal 10 aprile, capace di raccontare – tra backstage, performance e filmati inediti – l’arrivo del rock ‘n roll a Cuba, per la prima volta.

The Rolling Stones a Cuba durante il concerto del 24 marzo 2016 a L’Avana. Foto di Ernesto Mastrascusa/LatinContent/Getty Images

Altre notizie su: