Jim Carrey, archiviata la causa per il suicidio dell’ex-compagna

C’è chi parla di eccesso di garantismo nei confronti dell’attore e chi di un ricatto ai danni di una star hollywoodiana da parte della famiglia di lei. Alla fine poco importa, perché in qualunque modo la si veda, resta una brutta storia.

Jim Carrey, foto Sipa USA / IPA


Jim Carrey non dovrà affrontare un processo per la morte dell’ex compagna Cathriona White. La causa nei confronti dell’attore per istigazione al suicidio è stata archiviata dal tribunale di Los Angeles il 25 gennaio scorso. La conferma è arrivata, senza ulteriori commenti, dall’avvocato di Carrey, Ray Boucher.

C’è chi parla di eccesso di garantismo nei confronti dell’attore e chi di un ricatto ai danni di una star hollywoodiana da parte della famiglia di lei. Alla fine poco importa, perché in qualunque modo la si veda, è una brutta storia, ancora più brutta se si ricostruisce tutta la vicenda.

Nel settembre del 2015 la White, make-up artist irlandese, viene trovata senza vita appena trentenne per un’overdose di farmaci. In un biglietto scritto prima della morte si legge: “Ho trascorso tre giorni incredula per il fatto che tu non fossi qui. Potrei andare avanti con il cuore infranto e rimetterne insieme i pezzi. Potrei, ma stavolta non ne ho la voglia. Tu sei la mia famiglia, per favore perdonami”. L’attore infatti aveva rotto con lei da poco, dopo una relazione malata che, tra alti e bassi, durava dal 2012, quando i due si erano conosciuti su un set.

Carrey, 56 anni, è stato citato in giudizio nel 2016 dalla madre della ragazza, Brigid Sweetman e dall’ex marito, Mark Burton. Entrambi lo accusavano di avere procurato le pillole letali sotto falso nome alla compagna, pur sapendo che era molto fragile, soggetta alla depressione e che aveva già tentato il suicidio in precedenza. Non solo, sostenevano anche che l’attore avesse contagiato la White con tre malattie sessualmente trasmissibili, condizione che avrebbe influito pesantemente sulle condizioni psicologiche della ragazza.

E qui bisogna fare un ulteriore passo indietro: lavorando sulla vicenda gli avvocati della famiglia di lei trovano una nota scritta da Cathriona sul suo Ipad nell’aprile del 2013: “Mi hai introdotto alla cocaina, alle prostitute, agli abusi mentali e alle malattie. Hai fatto cose buone per me, ma stare con te mi ha spezzato come persona, Jim. Mi era stato promesso dottor Jekyll e invece mi sono ritrovata mister Hyde”, “Mi hai attaccato l’herpes e il papilloma virus” riportano alcuni stralci.

Ma Jim Carrey non ci sta e querela la famiglia dell’ex fidanzata per estorsione, affermando che è la seconda volta che il loro avvocato, Filippo Marchino, tenta di ricattarlo. Era già successo nel 2013, dopo una delle tante rotture tra l’attore e la truccatrice: la star, sotto la minaccia di diffondere la fantomatica storia del contagio, aveva ceduto e pagato milioni di dollari, per evitare che la vicenda personale della coppia e le loro abitudini sessuali diventassero pubbliche. E ora ci siamo di nuovo, sostiene Carrey: la madre e l’ex-marito della White ci riprovano, stavolta alzando la posta.

Il legale dell’attore ha dimostrato che i risultati dei test, prova che Cathriona avesse contratto i virus durante la relazione con Carrey, erano stati falsificati (pare addirittura che appartenessero ad un’altra persona, un’amica della ragazza). E la star di The Mask, che nei mesi scorsi ha parlato della sua lotta contro la depressione, non ha rilasciato dichiarazioni dopo l’archiviazione. Bisogna mettere un punto alle brutte storie: “Jim non vede l’ora di andare avanti con la sua vita”, fa sapere il suo team. Perché a volte, anche se sei una star di Hollywood, il buio è così profondo che è impossibile trovare pace.

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