‘Gomorra 3’, Saviano: «Vogliamo raccontare le Scampia d’Europa e del mondo»

La terza stagione della serie arriva su Sky Atlantic HD il venerdì alle 21.15 dal 17 novembre. E per la prima volta i primi episodi verrano proiettati in anteprima al cinema in oltre 300 sale italiane oggi e domani con Sky e Vision Distribution

Apertura. È questa la parola che più di tutte accompagna il ritorno di Gomorra, il fenomeno seriale (originale Sky prodotto da Cattleya) che è ormai Il Trono di Spade nostrano, in arrivo su Sky Atlantic venerdì prossimo e i cui primi 3 episodi sono stati proiettati in anteprima a Roma alla presenza del cast, registi, autori e produttori.

Apertura, abbiamo detto. Dopo la fine della “repubblica” di Ciro di Marzio e del “regno” di Pietro Savastano, la storia e i personaggi di Gomorra si aprono al mondo circostante. «Vogliamo raccontare le varie Scampie d’Europa e del globo intero», dice lo scrittore Roberto Saviano, dalla cui penna nel lontano 2006 è nato il best seller che ha dato avvio a tutto. Come racconta l’autore in un video registrato per l’occasione, sin dalle origini la serie si è sempre posta l’obiettivo di raccontare i meccanismi del potere, il business della criminalità e la grammatica della violenza.


credits immagini Sky

Sono meccanismi che, purtroppo, non chiamano in causa soltanto le periferie partenopee, ma quelle del mondo, un concetto che vuole comprendere anche tutte quelle zone d’ombra della legalità e della società da cui ci troviamo spesso a distogliere lo sguardo. Dopo averci trascinati in Bulgaria a Lyulin, zona nei pressi di Sofia in cui è ambientato l’intero intensissimo terzo episodio, la stagione si sposta nel cuore pulsante di Napoli, quello del centro storico, dei Quartieri Spagnoli, Posillipo e del Vomero. È un quadro più ampio e complesso che spalanca scenari mai esplorati, introducendo anche nuovi personaggi, come Enzo “Sangue Blu” e Valerio, che ne incarnano i valori più distintivi. D’altronde, in Gomorra o si muore o si va in galera, e c’è sempre bisogno di carne fresca da gettare negli ingranaggi del sistema.

L’apertura, infatti, può anche essere intesa come ferita. Purtroppo, usando le parole della regista Francesca Comencini, è proprio in questi spietati meccanismi criminali che restano impigliati gli esseri umani. Non solo le sfortunate vittime innocenti del sanguinoso gioco al massacro, ma anche i carnefici che portano avanti questa partita giorno dopo giorno. Così, assieme all’universo narrativo via via più espanso, si apre anche l’emotività dei protagonisti dai tratti sempre più shakespeariani, che seppelliscono padri e piangono figli.

Terribilmente segnato dagli eventi della passata stagione risulta essere senz’altro Ciro l’Immortale, caduto in disgrazia dopo aver perso potere e affetti, una caduta di cui porta i segni sul volto. «È sfiorita in lui una certa bellezza arrogante, violenta, con cui affrontava il mondo», commenta Marco D’amore che lo interpreta, «adesso quell’immortalità che accompagnava il suo nome non è più un dono, ma una condanna».

Diversa la situazione di Genny Savastano, che con la dipartita del padre “padrone” e la nascita dell’erede maschio è adesso al culmine della sua ascesa. Ma dalla vetta, si sa, si può solo ruzzolare giù: «Genny continua la sua discesa agli inferi indicatagli prima dalla madre, poi dal padre», dice Salvatore Esposito, «e adesso il nuovo patto con Ciro chissà quali conseguenze avrà sulla sua vita».

Assieme al duo maschile, vero cuore pulsante della serie, anche quello femminile si trova a dover risalire risalire la china: Patrizia, dopo aver imparato le regole del gioco, è pronta a entrare in campo, mentre Scianel, personaggio rivelazione dello scorso ciclo di puntate, è una iena che si appresta a riconquistare tutto quello che aveva perso.

La fantomatica apertura di Gomorra, oltre che produttiva (un dispendio di risorse incredibile, che conta 160 location, 350 attori e oltre 4500 comparse), riguarda anche un certo modo di intendere la tv e la fruizione televisiva. Come iniziativa di lancio, infatti, oggi e domani le prime puntate della nuova stagione verranno proiettate in 320 sale cinematografiche, tentando così di abbattere la distinzione fra prodotto televisivo e cinematografico. E mentre autori e produttori confermano di essere già al lavoro sulla quarta annata, alla vigilia del debutto sul piccolo schermo la domanda adesso resta la seguente: se per i nostri personaggi il mondo e il cuore si stanno aprendo, nella crepa chi rischierà di finirci inghiottito?