‘Chiamami col tuo nome’ è un film sull’amore. Punto.

“Non capisco perché 'Chiamami Col Tuo Nome' si debba definire un film a tematica omosessuale o appartenente al genere LGBTQ. È solo la storia di due persone” ha detto Guadagnino. E noi siamo d’accordissimo con lui.

Se non aveva parlato abbastanza chiaro col suo film, Luca Guadagnino lo ha fatto ora: “Non capisco perché ‘Chiamami Col Tuo Nome’ si debba definire un film a tematica omosessuale o appartenente al genere LGBTQ. È solo la storia di due persone”. L’Italia è il Paese delle categorizzazioni. Quanto ci piace definire ogni cosa, metterla nella scatola giusta, in garage come nella nostra mente. Soprattutto (e purtroppo ancora) se si parla di genere. E davanti a Chiamami Col Tuo Nome, la tentazione è stata troppo forte.

Call me by you name è un film sull’amore. Punto. Come tutto il grande cinema è universale, pur raccontando il colpo al cuore tra due anime. E due corpi. Che sono le anime e i corpi di due ragazzi. Sì, e allora?!

Tra un molle adagiarsi sull’erba e una pedalata in bicicletta stile Il Giardino dei Finzi-Contini, a scrutarsi e sfiorarsi nell’afa della campagna cremasca avrebbe potuto esserci chiunque di noi, alle prese con il suo primo, inaspettato batticuore. Il film, basato sul romanzo di Andrè Aciman, cattura meravigliosamente l’intensità dell’amore che scoppia tra Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer), quell’amore che consuma e lascia un segno indelebile su tutti quelli che hanno la fortuna di provarlo. E cattura anche la potenza del dolore quando quella persona che ti è entrata sotto pelle poi la perdi. Semplicemente un sentimento raccontato con umanità e verità strazianti.

Forse chi ha definito in qualche modo Chiamami col tuo nome “un film gay” dovrebbe riascoltarsi le parole che il padre di Elio (Michael Stuhlbarg) dice al figlio nel finale, sulla fortuna di aver trovato, anche se per poco, pochissimo tempo, un amore così: “Sei troppo sveglio per non capire quanto sia raro e speciale quello che avete vissuto voi due (…) Io posso esserci andato vicino, ma non l’ho mai avuto”.

E anche noi raramente abbiamo avuto qualcuno che riuscisse a raccontare la tensione sensuale ed emotiva con il fuoco e la delicatezza di Guadagnino. Dovrebbero essercene di più di registi e di film che raccontino l’amore così. L’amore. Punto.

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