Odia i videogiochi ma ama i musical: chi è Sadie Sink, Mad Max di “Stranger Things”

È vegana, ama i Foo Fighters e i documentari
Max è la nuova "donna" del gruppo dell'AV Club

Max è la nuova "donna" del gruppo dell'AV Club


L’abbiamo incontrata in anteprima ad Atlanta, sul set della nuova stagione di Stranger Things, capelli rossi, lentiggini e una personalità riservata (è riuscita a non dire nulla e a resistere alle domande di tutti i giornalisti per le prime 4 ore, poi complice un donut e un bicchiere di latte…), anche se non perde occasione per ridere e commentare alle battute dei suoi compagni di lavoro, Finn Wolfhard, Millie Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin e Noah Schnapp.

«Sono vegana», mi dice Sadie Sink quando, per rompere il ghiaccio, le chiedo qual è il suo cibo preferito. «Sono sempre stata vegetariana, ma da quando ho girato The Glass Castle con Woody Harrelson, lui e la sua famiglia mi hanno ispirato ad abbracciare con entusiasmo il veganismo».

15 anni, nata e cresciuta in Texas, Sadie inizia a recitare a 7 anni, a 10 ottiene il suo primo ruolo professionale a Broadway, nel ruolo di Annie. Nella seconda stagione di Stranger Things, interpreta Maxine ‘Max’ Mayfield, una ragazza che ama i videogiochi e ha una relazione particolare con Undici.

Intanto, due parole su Max…
Max viveva in California e si è trasferita a Hawkins con il fratellastro Billy. Max è una tomboy, preferisce lo skateboard alle bambole, ama giocare ai videogame ed è una campionessa di Dragon’s Lair, un gioco mitico nato nel 1983, dove il protagonista Dirk the Daring cerca di salvare la principessa Daphne dal drago Singe. Ecco perché finisce per diventare amica del gruppo dei ragazzi della sua scuola. Io in realtà non sono una grande appassionata di videogiochi, preferisco i film musicali come Cantando sotto la pioggia. Sono anche una grande appassionata di fotografia e documentari sugli animali come Blackfish, la storia dell’orca Tilikum del parco acquatico SeaWorld di Orlando in Florida (da vedere) e The Cove, sulla strage dei delfini in Giappone (da vedere pure questo Bestie! Ha vinto anche un Oscar, nda). Mi piacciono molto anche i film di fantascienza, spero un giorno di poter lavorare con Ridley Scott.

Come hai ottenuto questo ruolo?
Mio padre allena una squadra di football e quindi siamo spesso allo stadio a vedere i Giants. Una sera, durante una partita, mi ha chiamato il mio manager dicendomi che avevo un’audizione per la nuova stagione di Stranger Things, che per caso a quel tempo era il mio show preferito. Non è stato facile, nonostante la mia esperienza: ho fatto cinque audizioni e vari screen test davanti alla telecamera. Non sapevo niente di Max, della sua storia, non mi avevano dato nessun indizio sulla sua personalità. E quindi me la sono immaginata un’appassionata di sport, come sarebbe piaciuta a mio padre! Quando mi hanno scelta ho scoperto che invece di darle una passione per il football, faceva skateboard, e quindi ho dovuto imparare tutto su questa disciplina. Mi sono guardata ore di video di Tony Hawk e ho avuto un istruttore per tre ore ogni giorno che mi ha insegnato vari tricks. Sono diventata abbastanza brava, ma per evitare di spaccarmi qualcosa mi hanno costretta ad indossare una montagna di attrezzatura, paragomiti, polsiere, ginocchiere, elmetto… anche se non mi sono mai servite, fortunatamente sono caduta pochissimo.

Che ricerca hai fatto sugli anni ’80, il periodo in cui è ambientata la serie?
Un po’ di tutto, musica, situazione politica, tecnologia… Mi sono fatta aiutare da mia mamma che è cresciuta in quegli anni, insieme abbiamo studiato la moda, le acconciature, e il trucco, mi sono guardata molti video di quegli anni. Meno male che esiste YouTube, fare ricerca sul passato è molto più facile rispetto agli anni ’80.

Hai menzionato la musica. Qualche musicista in particolare?
Michael Jackson anche perché fa parte dello show in tanti modi, era un genio ed un professionista raro nel suo genere. Ma la mia cantante preferita è Beyoncé, è un’artista completa, canta, balla, ed è capace di allestire uno show come nessun altra. La sua musica non è solo bella da ascoltare, ma contiene anche dei messaggi, soprattutto per noi ragazze. La mia band preferita invece sono i Foo Fighters, per me sono delle leggende del rock.

Alla fine della prima stagione Will ritorna dal mondo mondo parallelo Sottosopra. C’è qualche sorpresa in questa seconda stagione?
Sì, passaremo molto tempo ad esplorare quella dimensione oscura. Ci sono molti bad guys dell’universo soprannaturale, oltre che nuovi personaggi che ci aiuteranno ad interagire cne le nuove forze del male. Will è tornato ma i suoi problemi non sono scomparsi, anzi forse sono peggiorati perchè è molto più sensibile. Il fatto che deve costantemente affrontare quello che gli è accaduto crea la base per tutto quello che succede nella seconda stagione.

Hai sempre voluto recitare?
Sono cresciuta in un paesino dove non c’è niente, e se non fai sport ti annoi. Io invece ho sempre avuto la passione per il ballo e il teatro, e quando la mia scuola ha deciso di mettere in scena High School Musical ho lavorato tantissimo per avere una parte. Questa passione mi ha portato a Broadway e poi ad una nuova vita, dove ho imparato a concentrarmi su canto, ballo e recitazione. A soli 10 anni avevo un programma molto intenso, eppure non mi ha mai pesato perchè amo essere sul palcoscenico. Facevo otto show la settimana, avevo solo un giorno libero, che spesso usavo per finire i compiti! Non andavo mai a letto prima di mezzanotte, eppure è stata un’esperienza che mi ha dato tante soddisfazioni, non me la dimenticherò mai.

Hai menzionato Woody Harrelson. Com’è stato lavorare su The Glass Castle?
Woody è come un padre adottivo, sono molto amica di sua figlia Makani. Durante le riprese mi ha insegnato molto, non tanto sul cinema ma su quello che succede nel mondo, soprattutto a livello di coscienza sociale. E poi ho avuto l’onore di lavorare con Naomi Watts, che è una delle mie attrici preferite, che si è davvero preoccupata per me, ogni giorno si prendeva cura di me, e mi ha aiutata molto a costruire il personaggio di Lori, a capire che basi avrei dovuto fondare per renderla vitale e credibile. Che dire… Amo il mio lavoro, sono molto fortunata ad avere l’opportunità di lavorare con attori sensibili e appassionati.

E con Undici, com’è il rapporto?
Siamo molto amiche, ci vediamo spesso fuori dal set…